zoobabele

it's useful being top banana in the shock department



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14/03/2006

fuck your priorities
 
alla vigilia dell’ennesima immersione nel mondo dei rialitishòus – immersione che, sia detto per inciso, non mi porterà in esotiche località d’oltreoceano ma in via mecenate, milano, dove in pratica vivrò per due mesi, impossibilitata di occuparmi di alcunché esuli dal reality medesimo e, a tratti, da nina – guardo soddisfatta la to do list di outlook fresca di spuntatura.
il mio superego gongola: tutto quello che mi ero ripromessa di fare, ma proprio tutto tutto (i.e.: pagare multe, scrivere pezzo per fabio c., nuova luce corridoio, pulizie, spesa on line, tel. veterinario eccetera eccetera), è stato adempiuto con successo ed entro i tempi stabiliti.
restano fuori solo tre cose: un trattamento completo all’hammam (trattamento regalatomi a natale e non ancora goduto), una serata con marcella (che mi è molto simpatica) e la voce wishlist (sotto la quale si sedimentano i miei desideri più inconfessabili, tipo “minigonna per stivali”, “scarpe bicolori tango” e “giubbottino di pelle”).
e mentre mi dico che si tratta di cose mie private e pertanto rimandabilissime, un improvviso moto di incazzatura mi suggerisce che forse sto sbagliando qualcosa.
chiudo outlook, mi accendo una sigaretta, faccio scrocchiare le dita una a una.
il superego sente che aria tira, smette di gongolare e se ne va alla chetichella.
io decido di lasciarlo stare solo perché nei prossimi sessanta giorni mi servirà parecchio. però riapro outlook e aggiorno la to do list: “spaccare ossa superego 1 volta x tutte”, scadenza 16 maggio.
poi chiudo tutto, spengo pc e sigaretta e vado a dormire.

postato da: mem a 01:13 | link | commenti (6) |

11/03/2006

lo scagnozzo di freud
 
interno notte, cucina. io fumo seduta sulla lavapiatti, lui sfoglia distrattamente il giornale posato sul tavolo.
 
lui – ah, senti, stanotte facciamo la solita cosa dell’acqua.
io – ancora? non si potrebbe lasciar perdere, per favore?
lui – no.
io – ma perché, scusa? veramente, lo sai che poi mi mette sottosopra, mi tocca pensarci per tutta la mattina...
lui – appunto. è ben per quello che lo facciamo.
io – non si potrebbe variare un po’, almeno? cioè, stesso concetto ma senza l’acqua?
lui – (fa segno di no con il dito, risoluto)
io – va beh, allora dillo che sei stronzo.
lui – è il mio mestiere.
io – (appoggio la fronte al tavolo con aria melodrammatica)
lui – adesso non metterti a fare la commedia. su, si fa una roba breve, di quelle da manuale e poi per un po’ siamo a posto.
io – (piagnucolo)
lui – che noia. tutte le volte ‘sta scenetta. dai, ti lascio anche scegliere: preferisci alluvione, inondazione, uragano o tsunami?
io – niente.
lui – allora inondazione.
io – però all’aperto.
lui – no, stavolta al chiuso. (ispirato) pensavo una cosa tipo l’atrio di un palazzo... con il soffitto molto alto... un sacco di gente chiusa dentro... e la solita onda di piena in arrivo...
io – (rassegnata) possibilità di sopravvivenza?
lui – uno/due percento. ah, e ti ci metto anche nina.
io – (ho un moto di rabbia) eh, no, cazzo, nina no!
lui – va beh, poi vediamo. adesso devo andare.
io - (furente) tu non vai da nessuna parte! giurami che non ci metti nina!
lui – (svanisce a poco a poco) ci vediamo più tardi.
io – (furente) non te ne andare mentre ti sto parlando, sai? guarda che mi sto incazzando, torna subito qui! conto fino a tre! uno, due...
lui – ciao ciao... (si dissolve)
 
ore 4:50 AM. mi sveglio senza fiato e in un bagno di sudore. il mio subconscio è un vero pezzo di merda. alla fine ci ha messo anche nina, il bastardo.

postato da: mem a 11:55 | link | commenti (4) |

09/03/2006

satan gave me a taco (and it made me really sick)
 
qui ormai la situazione è che ogni tanto passo - in genere di sera tardi o di mattina presto, come le guardie giurate -, do un’occhiata, mi sento in colpa perché non scrivo (stavo per scrivere “manco ci fosse qualcuno che mi legge”, poi mi è caduto l’occhio sul contatore e mi sono accorta che la soglia dei cinquantamila accessi è stata varcata a mia insaputa chissà quando, chissà da chi e a questo punto vien da dire anche chissà perché. comunque) mi sento in colpa perché non scrivo, dicevo, manco ci fosse qualcuno che mi paga, mi ripeto che devo scrivere qualcosa, poi chiudo e vado a dormire/a vestirmi, a seconda dell’orario.
il fatto è che sono rimasta indietro. la quantità di arretrato esistenziale è tale che mi sembra impossibile raccontare cose comprensibili. oddio, è pur vero che me ne sono sempre abbastanza fregata della comprensibilità, e tuttavia.
quindi? quindi niente. era così, tanto per lamentarmi un po’. sono parecchio lamentosa in questo periodo. cioè, non proprio in modo manifesto: sono lamentosa tra me e me. va detto che ho anche i miei buoni motivi, e tuttavia mi dà fastidio essere così lamentosa. mi annoio da sola. due palle. ecco, visto? mi sto lamentando di essere lamentosa. appunto.
d’altro canto chi se ne frega se ho l’arretrato esistenziale? non è che devo tenere aggiornato il mondo sui rivolgimenti delle mia vita, già è tanto se riesco a tenere aggiornata me medesima.
allora mi segno due o tre cose, tanto per ricordarmele:
* nina che una sera in cui mi sentivo l’ultimo dei cessi trentasettenni e però dovevo uscire e pertanto mi ero in qualche modo fatta su nel tentativo di sentirmi, se non meno trentasettenne, almeno meno cesso, guardandomi con occhi luccicanti di ammirazione mi ha sussurrato “sembri una principessa, mamma”.
* un tango ballato con uno sconosciuto sentendo che le mie gambe si muovevano da sole e io dovevo solo tenere gli occhi chiusi, ascoltare la musica e andare, da vera frequentatrice di milonga, e la conseguente immediata consapevolezza che ho assolutamente bisogno di un nuovo paio di [zapatos de dama].
* il sollievo provato quando ho scritto l’ultima parola dell’ultimo copione dell’ultimo episodio della sit-com che negli ultimi due mesi mi ha tolto il sonno (nel senso proprio della locuzione, dato che scrivevo di notte) e ha messo alla prova la mia autostima professionale facendola vacillare come non succedeva da anni.
* tutti i risvegli mattutini con nina nel lettone, non tanto per la cosa in sé ma per l’immagine che mi sono fatta di lei che si sveglia nottetempo, sgattaiola fuori dalla sua camera, si macina tutto il corridoio buio con il dito in bocca e il cane_bianco© sottobraccio e si inserisce sotto il piumone guardinga come un coguaro per non essere riportata nel lettino.
* linda che quando sono seduta per terra arriva, mi si appoggia addosso, sospira e mi lecca la faccia in cerca di qualcosa che io credo di sapere cos’è ma non lo dico perché mi fa venire il magone e state certi che lo farebbe venire anche a voi, a meno che non siate dei cinici insensibili postmoderni del cazzo, nel qual caso cosa ci fate qua, andate leggere da qualche altra parte, no?
ecco, per il momento è tutto.
magari nei prossimi giorni mi viene il guizzo e sforno un arguto post sulla televisione_al_tempo_dei_reality (sì, sto per iniziare un altro reality) vista dall’interno. magari invece vengo a lagnarmi nel confessionale privilegiato della grande autostrada_informatica_madre_di_tutte_le_reti.
in ogni caso ci si becca, e forse addirittura prima dei sessantamila accessi.

postato da: mem a 01:47 | link | commenti (2) |