zoobabele

it's useful being top banana in the shock department



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30/06/2005

diaspora neuronale
 
ho letto da qualche parte, non ricordo dove, che la perdita precoce di memoria può dipendere dalla carenza di sonno. l’articolo, scritto – mi sembra – da un neuropsichiatra di non so più quale università credo americana, citava il caso di un giovane manager (o forse era un regista?) a cui era stato diagnosticato un inizio di alzheimer. in realtà i medici avevano poi scoperto qual era il suo vero problema: l’uomo dormiva solo sei/sette ore a notte.

la notizia dovrebbe in teoria consolarmi: dato che dormo in media quattro ore, cinque se va bene (naturalmente non rientrano nel computo i periodi in cui sono impegnata a montare nottetempo infimi reality show), mi basterebbe raddoppiare il monte_ore_dormite e sarei finalmente libera dalla fastidiosa sensazione di coma apparente che mi attanaglia da qualche mese a questa parte.
per non parlare dell’abbattimento delle spese: meno caffè, meno post-it, meno guaranà.
e soprattutto meno energia elettrica atta ad alimentare il pc sempre acceso per:
1) consultare continuamente calendario e lista attività di outlook in modo da sapere sempre che cosa devo fare (tipo: ore 13 – caricare lavatrice; ore 13:05 – mettere detersivo nel cestello; ore 13:07 – far partire il programma delicato [NB: tacca D, e ricordati che il pulsantino si tira, non si spinge]; eccetera)
2) consultare continuamente l’internet movie database punto com (tipo: ma sì, dai, quel film là con quell’attrice bionda che stava con il regista. hai capito no quale? il regista che aveva fatto quel film western però neanche troppo, genere new hollywood anni settanta. un po’ tipo quelli di quell’altro regista, coso, lì, come si chiama, quello famoso che ci ho dato anche un esame al dams, hai presente? eccetera)
3) consultare continuamente l’international bookshop punto it (tipo: la prossima volta che andiamo in libreria ricordiamoci di prendere quel libro là che ti dicevo, quello di quell’inglese che ha scritto anche quel libro che poi ci hanno fatto un film che si intitolava come il libro. hai capito quale? ma sì, dai, con quell’attore biondo... hai presente? eccetera)
 
però allora com’è che stanotte ho dormito otto ore e non solo non mi ricordo un piffero come al solito ma in più mi sento come il cavalletto della mia moto nell’ultimo periodo, ovvero stolidamente sprofondata nell’asfalto molle e pertanto inamovibile?
 
(mi alzo dalla scrivania, agguanto borsa e chiavi di casa ed esco. poco dopo rientro, prendo il casco ed esco. poco dopo rientro e prendo le chiavi della moto. poco dopo rientro, torno in studio, prendo il post-it dove ho appuntato la cifra sulla quale sto andando a trattare con il produttore dell'ennesimo reality show. esco definitivamente. un attimo prima di accendere il motore consulto brevemente la carta d’identità per ricordarmi come mi chiamo.)

postato da: mem a 14:07 | link | commenti (9) |

20/06/2005

leggere molto -> scrivere niente
 
quando finisce un libro come [questo] puoi solo metterti a lutto e passeggiare su e giù per il corridoio con occhio vacuo.
vivamente consigliati, da un punto di vista scenografico, un paio di cani che ti seguono passo passo uggiolando come prefiche.
 
(d’altro canto di che cosa dovrei scrivere? negli ultimi sette giorni - tra risultati referendari, funerali in stile blood and honour e proclami leghisti - ho accumulato dosi di livore difficilmente calcolabili. per cui, forte della mia disoccupazione, mi stordisco di pagine altrui e cerco di non pensare a come potrebbe essere vivere in un paese civile. per fortuna di tanto in tanto compare nina armata di una cannuccia rosa fucsia e mi chiede, retorica: “mamma, hai male di pancia? secondo me hai male di pancia. ti faccio la punturina, mamma?”. poi mi fa svariate punturine sulle cosce con la cannuccia ed effettivamente io mi sento un po’ meglio.)

postato da: mem a 16:21 | link | commenti (5) |

in other words

>>

postato da: mem a 14:44 | link | commenti (3) |

12/06/2005

non dire niente di nuovo (e tuttavia dirlo)

il desiderio di zoobabele di emigrare è inversamente proporzionale alla percentuale dei votanti.

postato da: mem a 20:33 | link | commenti (6) |

oh yes

dopo un risveglio tardivo e una lunga lotta sul lettone che ha coinvolto lupi, draghi e la tigre shere khan in varie fasi della sua vita ("io sono scerkàn piccolittima che no è cappivella. ora sono scerkàn piccola che però è un po' cappivella. e ora solo scerkàn grande che è cappivissima!") zoobabele va a votare. voterà sì, sì, sì, sì. il perché lo spiega nina, nel modo apodittico che le è proprio (e che non escludo abbia introiettato dai genitori): "pecché sì". 

postato da: mem a 11:16 | link | commenti |

08/06/2005

satori #2 e #3
 
ho capito che i protagonisti fighi delle serie di successo americane devono per forza chiamarsi jack.
ma tra [jack] bauer e il [dottorino] di lost non c’è gara: vince bauer mille a uno.
 
tuttavia ammetto che da sempre ho un debole per i comprimari, ovvero quelli che di solito nell’economia della storia all’inizio sembrano cattivi e poi invece sono buoni. oppure sono buoni, poi sembrano cattivi e alla fine sono di nuovo buoni.
ecco, ho capito che sulla mia psiche di spettatrice il protagonista agisce da traino drammaturgico, il comprimario da stimolatore erotico subliminale.
ma tra [questo] comprimario e [quest’altro], come dire...
 
pronto? non sento bene, può ripetere? "CTU, parla almeida"? ah, ciao tony. come sarebbe a dire "ho letto", che non ho ancora pubblicato il post? ah, già, certo, i potenti mezzi eccetera eccetera.
va beh, dai, non prenderla così. lo sai che ti stimo tantissimo. tu non c'entri, è tutta colpa mia. sì, lo so che sono stata io a [incominciare]. è che davvero avevo pensato che... ecco, che ci potesse essere qualcosa tra noi. solo che adesso... mi dispiace, veramente. insomma, almeida, anche tu, cerca di capire. pronto? pronto?
 
uff. mi sa che ci è rimasto male.

postato da: mem a 15:47 | link | commenti (9) |

satori #1
 
ho capito perché benedetto XVI mi fa così paura.
no, non i proclami oscurantisti, la dissoluzione della famiglia, il relativismo che ti porta dritto dritto tra le braccia del demonio e tutte quelle cose lì: proprio lui, la sua faccia.
benedetto XVI mi fa così paura perché è uguale sputato al prete (che poi, prete... ma mi fermo qui perché trattasi di colpaccio_di_scena_da_salto_sulla_poltrona) di questo [film].
se non l'avete visto vedetelo e poi ne parliamo.

postato da: mem a 15:17 | link | commenti (2) |

07/06/2005

toh, ma guarda...
 
scopro oggi leggendo il giornale che “le unioni libere e il matrimonio gay sono espressioni di anarchia e di libertinismo e banalizzano l'uomo”.
chissà che cosa direbbe il [pastore tedesco] se sapesse che l’unione libera di zoobabele include anche una boxer sterilizzata e un pastore brianzolo (probabile inbreeding tra un labrador e chissaché) con evidenti tendenze omosessuali.

postato da: mem a 16:10 | link | commenti |

adoro ripetermi
 
(...) Le sue collezioni hanno spesso mostrato un riconoscimento del fluire delle culture giovanili, ma al tempo stesso le hanno trasfigurate, in opposizione alla mera ripetizione nostalgica dei loro stili di facciata. E soprattutto hanno spesso un elemento indefinibile, l’impressione di essere testimoni di qualcosa che deve ancora arrivare:  uno strano, futuristico, alieno mondo maschile.
(...) Per il designer, al momento il 2005 è un anno che ha a che vedere sia con un’utopia futura – diciamo il 2015 – sia con l’oggi. Da un altro punto di vista, forse le sue due collezioni del 2005 hanno a che vedere con l’impossibilità sia di immaginare oggi il futuro, sia di raggiungerlo. Impegno, fiducia, ideologia e struttura sono alcune delle folli parole chiave di queste collezioni. C’è solo da sperare che prima o poi la cultura pop riesca a esserne all’altezza.
 
e comunque ripensandoci no, le miniere di carbonia non sono sufficienti.

postato da: mem a 15:49 | link | commenti (3) |

06/06/2005

son la mondina, son la sfruttata
 
disoccupata dalla televisione fino a settembre (e pertanto – grazie alla regola aurea dei 90 giorni fine fattura – non pagata fino a dicembre), la già nota  giovane_donna_e_mamma_prestatrice_di_opere_d’ingegno_a_cottimo ha incautamente offerto collaborazione professionale al suo compagno oberato di lavoro. l’abietto individuo non ha perso tempo, facendola risprofondare dopo mesi di emancipazione nel gorgo della traduzione.
al momento la tapina si dibatte su saggi che hanno a che fare con l’arte contemporanea. no, meglio: con uno stilista assurto al ruolo di artista contemporaneo. roba che le fa venire il vomito, poiché essa è intimamente convinta che gli stilisti vadano chiamati sarti e gli artisti contemporanei spediti in massa nelle miniere di carbonia (sì, la giovane_donna_e_mamma_prestatrice_di_opere_d’ingegno_a_cottimo ha sovente rigurgiti stalinisti).
la sera, mentre lei traduce cronologie di sfilate, lui lotta contro gli [orchi] e confronta i propri addominali con quelli del [dottor jack], uscendo da entrambi gli scontri miseramente sconfitto. è per questo che intorno alle 11 – 11:30 PM la giovane_donna_e_mamma_prestatrice_di_opere_d’ingegno_a_cottimo, pur sull’orlo di un travaso di bile contro la moda, l’arte e le fondazioni, si vede costretta a tirargli su il morale dicendogli che il dottor jack è un uomo noioso e ha senz’altro il pisello piccolo. se poi è proprio molto giù, gli imita (braccia aperte, espressione di marmo, movimento ondivago con tanto di uscita di campo) la scritta basculante LOST che compare tra la fine del riassunto e l’inizio della puntata. con quella di solito riesce a fargli tornare il sorriso.
e se non ci credete è solo perché non me l’avete vista fare. tzé.

postato da: mem a 15:10 | link | commenti (2) |

04/06/2005

jack nicholson’s daughter
 
nina si aggira per la casa brandendo una striscia di nastro adesivo.
la sento alle mie spalle che veleggia in corridoio ripetendo in falsetto “fabiooo? sono ponta pe’ stapparti i peliniii, fabiooo...” (ndt: fabio, sono pronta per strapparti i pelini).
poi presumibilmente varca la porta della camera dove fabio – ovvero suo padre, che lei ha deciso autonomamente di non chiamare più papà – sta combattendo con un orco tramite x-box.
 
NINA 
(FC, con vocetta angelica da bambina di film horror)
fabiooo?
FABIO 
(FC, con voce distratta da vittima designata di film horror)
sì?
NINA
(FC)
i peliniii... 
FABIO
(FC, urlo di dolore)
 
nota per me: la prossima volta che faccio la ceretta devo ricordarmi di chiudere la porta del bagno.

postato da: mem a 22:03 | link | commenti (2) |