zoobabele

it's useful being top banana in the shock department



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31/05/2004

pausa caffè

raschiando il fondo del barile do un'occhiata
ai referrers di maggio:

- guaranà in polvere dosi
- scoprire un rito voodoo
- seggiolino in macchina x bambino come si mette
- singulto rebelde
- crescendo rossiniano e malattia mentale

chiunque voi siate, vi sento vicini.

postato da: mem a 14:21 | link | commenti (5) |

27/05/2004

business card

che poi una si sente anche sull’orlo dell’impazzimento definitivo e si dibatte tra nottate di editing di saghe fantasy, giornate di reclusione in studi televisivi, bucati e rossi in banca.
m
a poi riceve un pacchetto inaspettato. dal belgio. e dentro c’è un set di biglietti da visita. per lei, che di biglietti da visita non ne ha mai posseduti, alla faccia di patrick bateman.
e i biglietti da visita sono fatti così:












e allora come fa, quella lì che si dibatte, a non essere felice?

postato da: mem a 14:54 | link | commenti (9) |

23/05/2004

blogrodeo 1.0 in dieci parole

indicazioni: quelle giuste sono sempre le altre. virgilio mappe è il maligno.
feticismo: i sandali rossi con il tacco a spillo erano i miei. chi avvistasse la foto è pregato di segnalarmela.
promesse: ecco un gentiluomo che non le dimentica.
ballo: senza sigarette non si può.
timidezza: off line è tutto più difficile.
satori: saletta di lettura della facoltà di filosofia, una decina di anni fa. avevo già incontrato la mente suprema e non me lo ricordavo!
trendsetting: il mattarello ce l’ho già. lunedì mi compro un cappello da cuoco.
fame: mezza scatola di corn flakes glassati alle due di notte. mi offro come organizzatrice del catering per il blogrodeo 2.0.
bicicletta: mi hanno quasi convinta. ho detto quasi.
animal: “e salutami linda e fausto…”. le uniche vere star di casa.

postato da: mem a 01:20 | link | commenti (6) |

19/05/2004

à propos...

 

 

saréteci anche voi.

postato da: mem a 21:49 | link | commenti (3) |

tentacoli

nell’economia della vita di una giovane_donna_mamma_prestatrice_di_opere_d’ingegno_a_cottimo, la pentola a pressione ha più di un perché.

in fase di svezzamento ci puoi produrre litri di brodo vegetale con cui fare le pappe. ci prepari un risotto decente, se tra la chiusura di un capitolo e l’altro non hai voglia di trangugiare l’ennesima pizza. e poi lessa in modo rapido verdure e cereali di ogni sorta, nel caso che la giovane_donna_mamma_prestatrice_di_opere_d’ingegno_a_cottimo sia vegetariana.

la pentola a pressione si rivela altresì insostituibile quando i due terzi umani di zoobabele si ritrovano improvvisamente squassati da un cazzo di virus intestinale.

il trattamento pediatrico di un virus intestinale consiste nella somministrazione di fermenti lattici, liquidi in abbondanza e patate bollite. il trattamento dell’adulto differisce solo per l’aggiunta di dosi massicce di antidepressivi per il malato e di eccitanti per la sua compagna.

io ho optato per il mai abbastanza osannato guaranà nativo degli indios saterè mawè. ore otto e trenta di mattina: un cucchiaino di polvere di guaranà, un cucchiaino di miele, mescolare e ingollare. la botta amfetaminica arriva nel giro di cinque/sei minuti, giusto il tempo di una sigaretta. ti alzi dal tavolo della cucina, riempi la lavastoviglie, la chiudi con un colpo d’anca e la fai partire schioccando le dita. veleggi in camera da letto carica di camomilla e parole di conforto per il malato_adulto. entri in studio, smisti una vagonata di email, rispondi a quelle di lavoro e le altre le incenerisci con un'occhiata, il tutto mentre emetti onde cerebrali innocue ma capaci di far dormire la malata_bambina il tempo necessario per andare in bagno, fare la doccia, depilarti professionalmente le gambe, vestirti secondo i dettami dell’ultima moda londinese e fiondarti fuori di casa che è venerdì e c’è il mercato con il banco del pesce buono.

tornata a casa, da giovane_donna_mamma_prestatrice_di_opere_d’ingegno_a_cottimo quale sei, coccoli la malata_bambina, sfami i cani che non hanno il virus intestinale e pertanto esigono cibo in abbondanza, rassetti un paio di capitoli di saga fantasy, metti a punto un format televisivo e cuoci nella pentola a pressione l'enorme polipo verace comprato al mercato.

poi nel giro di un paio di giorni i ritmi di zoobabele tornano normali, nel senso di frenetici ma non scanditi da accessi di vomito e dissenteria. i malati guariscono, i compiti si ridistribuiscono, tu abbandoni il guaranà: il virus intestinale è passato.

il polipo invece è rimasto. su una mensola della cucina, nella pentola a pressione ancora sigillata, da venerdì a oggi.
me lo sono ricordato stamattina, ma solo perché nottetempo ho sognato che nina giocava con uno strano mollusco pieno di tentacoli, vivo ma morto allo stesso tempo. per dire: i miei incubi trattano di polipi revenant e hanno la regia di george romero.

per chi se lo chiedesse, della riesumazione e inumazione dell’animale si è occupato fabio. che però non ha accolto la mia proposta di piantargli un paletto di frassino tra le spire. così, per sicurezza.






postato da: mem a 00:54 | link | commenti (4) |

15/05/2004

errata corrige (crf 05/05/2004)

comprano il mio tempo. la mia anima. il mio buonumore. i miei sabato sera, domenica pomeriggio, lunedì mattina eccetera fino alla fine di giugno.

io non lavoro: prostituisco le mie sinapsi a clienti che non pagano neppure granché.


 

spero solo che non mi chiedano anche di baciarli sulla bocca.





postato da: mem a 23:42 | link | commenti (4) |

13/05/2004

diamonds are girls best friends

nina si vanta molto della sua scatola dei gioielli, che poi è una vecchia latta della camel che ho comprato non mi ricordo più dove in un momento di feticismo nicotinico.

il forziere contiene:

a) due elastici arancioni con applicate altrettante rane di plastica verde + due elastici lilla con cuoricini viola glitterati regalo della nonna B. premesso che nina non si lascia pettinare neppure sotto cloroformio, gli elastici vengono impiegati a uso bracciale o al limite come orecchini per fausto. sono stati registrati anche alcuni tentativi di infliggere a linda la nota acconciatura detta “coda di boxer” (elastico infilato intorno alla coda dell’animale e spinto fino alla base della stessa).

b) sei braccialetti indiani di metallo (tre rossi e tre rosa fucsia), regalo di un’amica poco osservatrice: io non porto braccialetti, non porto anelli, non porto niente, fatta eccezione per qualche pezzo di acciaio chirurgico alle orecchie. attualmente nina li utilizza come collane per le paperelle di gomma.

c) un numero imprecisato di fermagli per capelli (di cui due antropomorfi) la cui funzione si limita all’essere rinvenuti nei luoghi più improbabili della casa.

d) un ex portachiavi cinese di cui resta solo il pendaglio, un hamtaro pikachu che si illumina. la lampadina interna (rossa) ha inspiegabilmente resistito a svariati tuffi dentro latte, yogurt e altro e ai conseguenti lavaggi sotto l’acqua corrente.

e) otto cerchi di plastica di diversi colori, tipo carioca, di cui ignoro la provenienza.

f) una lunghissima catena dorata intervallata da perline rosa e marroni, molto seventies. potrebbe essere appartenuta a janis joplin, invece era di mia madre.

g) due fiori di pelle scamosciata (uno lilla e uno arancio) originariamente appesi alle stringhe di un paio di kickers bianche numero 21. nina li ha tolti personalmente, io avrei fatto altrettanto.

nota bene:

* l’immagine riproduce fedelmente la scatola dei gioielli in questione.

* questa lista è stata compilata - e successivamente corretta - sotto influssi maniacali a scopo puramente archivistico.





postato da: mem a 12:00 | link | commenti (9) |

12/05/2004

cose che mi sono successe da un mese a questa parte

* mi è stato diagnosticato il morbo di dupuytren. il che vuol dire che molto probabilmente non potrò più impugnare una spada per il resto della mia vita. ci sono cose più gravi al mondo, direte. sì, però per uno che fa kendo e iaido dovrete anche ammettere che è una discreta rottura di coglioni.
* l'INPS mi ha chiesto 7500 euro di arretrati che io non avevo pagato per un casino che (una volta tanto) avevano fatto loro.
* la nostra nuova auto ha lasciato due volte a piedi la carovana dello *zoobabele world tour*.
* la nostra nuova auto ci è stata rubata.

io - lo giuro - da piccolo ho fatto il chierichetto. (anche lo scout, se è per questo, ma adesso non c'entra.)
quando facevo il chierichetto mi hanno raccontato un po' di cose della bibbia.
tra queste c'era la storia di un tizio a cui succedevano delle cose mostruose. ma alla fine (cito testualmente dalla versione CEI del "Libro di Quellochedisolitoguidasedutodavantidasolo", 42:16-17), "Quellochedisolitoguidasedutodavantidasolo visse ancora centoquarant'anni e vide figli e nipoti di quattro generazioni. Poi Quellochedisolitoguidasedutodavantidasolo morì, vecchio e sazio di giorni."

per chi fosse incline a cercarvi conforto,
eccovi il testo integrale

del "Libro di Quellochedisolitoguidasedutodavantidasolo".










postato da: quellochedisolitoguidasedutodavantidasolo a 21:34 | link | commenti (4) |

la breve vita di grisù la lunga (cfr 07/03/2004)

un’uscita al ristorante, una gita al mare, un blitz a torino ed è già sparita, manco fosse un’amante one night stand.

ha lasciato un vuoto incolmabile. nel vero senso della parola: l’economia di sussistenza di zoobabele esclude l’ipotesi di acquistare un’altra auto per i prossimi… direi tre/quattro anni.

il mio augurio ai ladri è che grisù sia la loro nemesi.

che si trasformi in christine la macchina infernale.

o in una buick 8, modello kinghiano più recente.

e comunque ci sono delle volte che questa città la odio.





postato da: mem a 18:46 | link | commenti (8) |

10/05/2004

torino: mode d’emploi

 

per andare a torino bisogna come prima cosa procurarsi una baby sitter amata dalla figlia e idolatrata dai cani. poi bisogna ricordarsi dove si è posteggiata la macchina l’ultima volta che ci si è mossi da milano. costretti a desistere per sciopero neuronale, bisogna farsi venire in mente qual è stata l’ultima volta che ci si è mossi da milano. lo sforzo è intenso ma viene premiato con il rinvenimento di una multa per permanenza dell’autoveicolo durante il lavaggio strade.

poi bisogna partire carichi di sigarette e fumarle ossessivamente per tutto il tragitto anche se non se ne ha voglia (ma tanto se ne ha, manco a dirlo) perché non si sa quando sarà la prossima occasione di viaggiare in formazione ridotta, ovvero senza nina linda e fausto al seguito. durante il viaggio bisogna cantare a squarciagola nonostante la presenza dell’autoradio e fare i fidanzati, che poi significa dire più scemenze del solito e toccarsi, facilitati dal fatto di essere uno a fianco all’altra e non uno seduto davanti da solo e l’altra dietro a convincere nina che le cinghie del seggiolino sono sì uno strumento di contenzione ma per il suo bene. di tanto in tanto è opportuno guardare l’orologio, immaginare che cosa sta facendo nina e provare una piccola fitta di nostalgia.

arrivati a torino bisogna fare molti commenti su come è più bella di milano, sul fatto che le case hanno molte più finestre, sulla presenza di un fiume, di svariati alberi e di porzioni di cielo più ampie a disposizione. per commentare è opportuno guardarsi parecchio intorno e accogliere nel proprio campo visivo le indicazioni per il lingotto solo all’ultimo momento e comunque troppo tardi, covando dentro di sé il sospetto che a torino le indicazioni siano messe alla cazzo.

la fiera del libro va raggiunta quando si è molto affamati e prossimi a farsi la pipì addosso. dopodiché si deve parcheggiare e andare ad accreditarsi come addetti ai lavori sventolando la copia di un libro tradotto a quattro mani (le mie e le sue) che miracolosamente si è riusciti a non dimenticare a casa.

una volta dentro bisogna scattare alla ricerca di un bagno e giungere alla conclusione che sì, a torino le indicazioni sono messe alla cazzo quindi tanto vale andare a mangiare qualcosa e recuperare lucidità.

girando il lingotto è consigliato guardare compulsivamente tutti i bambini presenti, pensare che in fondo nina la potevamo pure portare, poi ricordarsi il suo odio per il passeggino e alla fine dirsi che no, meglio così, magari l’anno prossimo.

altre cose che si possono fare:

* dire a voce alta che almeno una volta c’era il venti percento di sconto

* comprare molti libri della pimpa

* decidere di non aver voglia di fare pubbliche relazioni a sfondo professionale

* darsi allo shopping incuranti dello stato delle proprie finanze in attesa della presentazione del libro sull’editing del quale si è sudato due mesi

 

la fiera del libro riserva anche delle sorprese. per esempio incontrare un amico che non si vedeva da anni e tramite lui scoprire che tre minuti dopo c’è un convegno sui blog. allora si può andare allo spazio giovani a guardare in faccia quelli che leggi e incontrare un altro amico che l’ultima volta che l’hai visto avevi il pancione (e sarebbe una battuta troppo facile dire che adesso ce l’ha lui), e un’amica che l’hai vista di recente ma comunque prima dell’arrivo dell’ora legale. e poi essere presentati turbinosamente a uno, due, tre, quattro, cinque, sei, sette, otto, nove, dieci di quelli che si leggono e probabilmente molti di più, così tanti che non ce li si ricorda tutti, e pensare che hanno un’aria simpatica però poi scappare perché la presentazione del libro sta per cominciare e c’è da conoscere l’autrice che si è sentita al telefono un miliardo di volte ma non si sa che faccia ha. (l’autrice si rivela simpatica e consegna un’apotta - nel senso di grossa ape – parlante che ha portato su da roma appositamente per nina.)

alla fine della giornata bisogna rivedere alla luce del sole tutti quelli che si conoscono/si sono conosciuti e scambiare le ultime parole e sorridere e dire ciao e poi partire perché a quel punto si ha voglia di andare da nina.

per uscire da torino è consigliabile perdersi molte ma molte volte e raggiungere la certezza che le indicazioni sono messe alla cazzo. poi ci si può fermare a mangiare un panino in un autogrill pieno ma pieno di memorabilia di mussolini e farsi girare i coglioni, quindi mettersi in macchina una volta per tutte e ricominciare a cantare a squarciagola.

quando si arriva a milano deve essere tardi, tipo le dieci. nina deve dormire già da un’ora e allora ci si può concedere di stare un po’ a guardarla pensando che va bene fumare in macchina e fare i fidanzati, ma la prossima volta la portiamo.

infine, il giorno successivo va passato immersi tra la lettura di “pimpa e il corvo corrado” e “pimpa e il topino lino” e la visione della cassetta “pimpa fa amicizia”.

postato da: mem a 01:00 | link | commenti (19) |

08/05/2004

inserzione

offresi ad artista contemporaneo/a coppia di cani vivi da appendere nottetempo, opportunamente imbracati, ad alberi, lampioni, guglie del duomo eccetera, per innovativa installazione cittadina.
garantiti: estrema interattività dei due animali con l’ambiente circostante nelle ore antelucane sotto forma di grugniti, latrati, richieste di attenzione; reazioni scomposte di cittadinanza e associazioni animaliste; forte ritorno mediatico.
prezzo alto ma effetto assicurato. per ulteriori informazioni rivolgersi qui. foto allegate.


nota bene: per un modico sovrapprezzo potranno anche essere fornite dichiarazioni convincenti sul significato simbolico dell’opera da rilasciare ai giornalisti.


postato da: mem a 08:23 | link | commenti |

06/05/2004

the last frontier of console games

 

modalità storia

da quando ha capito che se mangia con le mani poi può farsi inseguire dai cani che gliele vogliono leccare, bimba_nina ha abdicato all’uso della forchetta. dopo pranzo si aggira per la casa grondando ragù, alimento per il quale linda_boxer_malmostosa e fausto_pastore_brianzolo nutrono un’ossessione.

nei panni di nina bàttiti, in stupefacenti ambientazioni domestiche, per attirare i due quadrupedi e sbeffeggiarli. metti alla prova la tua capacità di non essere leccata nel mondo pieno di pericoli del corridoio. prova l’intensità dell’azione di squadra alleandoti ora con l’uno ora con l’altro cane. aggiudicati il fantastico kit condimento-extra e fai schizzare i tuoi bonus alle stelle.

ragù *: grafica stupefacente, azione convulsa, giocatori iper-realistici. che cosa aspetti a premere start?

 

modalità arcade

mi alzo in piedi sul seggiolone, urlo “fìtto!” (ndt: finito) e cerco di gettarmi di sotto. la strategia funziona: vengo sollevata e trascinata verso il lavandino, ma abbatto la mamma con una manata di ragù sul collo. un po’ ne va perso, dannazione, però ottengo di farmi mettere a terra. scatto in avanti a braccia tese in direzione di linda, che estrae velocemente la lingua. schivo il colpo e mi infilo sotto il tavolo, da dove la provoco spalmandomi il sugo sulla faccia. alle mie spalle sento l’alito caldo di fausto sul collo. mi volto di scatto gridando “fappo!” (ndt: fausto). il cane si spaventa e arretra lasciando sul pavimento una scia di bava. schizzo allo scoperto e inizio a correre verso il corridoio, inseguita dalle due belve ebbre di desiderio.

 

modalità deathmatch

modalità mem

all’ennesima curva in derapage nina atterra sul pavimento. ride. linda la raggiunge e lecca. mani, faccia, quel che capita. quando iniziano a limonare duro metto da parte il mio approccio pedagogico spontaneista. caccio un urlo, allontano la boxer, agguanto la figlia, le do una lavata e la asciugo con uno strofinaccio a righe bianche e blu. fausto guaisce sotto una sedia.

game over.

 

* per x-zoobabele-box, presto anche per zoobabelestation2

postato da: mem a 23:12 | link | commenti (11) |

05/05/2004

training autogeno

 
comprano il mio tempo, non la mia anima. 
comprano il mio tempo, non la mia anima. 
comprano il mio tempo, non la mia anima. 
comprano il mio tempo, non la mia anima. 
comprano il mio tempo, non la mia anima. 
comprano il mio tempo, non la mia anima.

occhei. ora sto meglio.

(si alza dal pavimento e saltella verso la porta di casa canticchiando “ehi-ho ehi-ho, andiamo a lavorar…”)

postato da: mem a 10:58 | link | commenti (10) |

02/05/2004

fulmicotone

a tutti i tifosi milanisti che da un’ora stanno passando sotto le finestre di zoobabele con la mano premuta sul clacson mentre nina ha trentanove di febbre: siete dei poveretti. vi disprezzo. e vi auguro solo la metà delle pustole di nina.
però tutte sull’uccello, bastardi.

postato da: mem a 17:34 | link | commenti (18) |

01/05/2004

chicken pox party

domenica scorsa, 25 aprile, nina ha scoperto l’esistenza della bàdda e degli uomi atti.
la bàdda (degli ottoni a scoppio) suonava bedda_tào_tào_tào e gli uomi atti camminavano sui trampoli.
a partire da lunedì ha evocato/invocato entrambi e dispensato tào a ogni singolo passante di viale monza.
da mercoledì in poi io e fabio abbiamo iniziato a dirle che ancora qualche giorno e poi avremmo fatto una cosa bella.
il picco d’entusiasmo è stato raggiunto tra giovedì e venerdì: ma lo sai che domani ti portiamo in un posto… ma in un posto…
e lei, speranzosa: bàdda? atti?
e noi, stolti: sì, topina! ti portiamo a vedere la banda! e con un po’ di fortuna ci sono anche gli uomini alti!

venerdì sera mi cade l’occhio su una pustolina. piccola. tondeggiante. acquosa. spalla sinistra. poca roba. non ti suggestionare, mi dico.
non mi suggestiono, ma nella notte tra venerdì e sabato si scatena la proliferazione.
stamattina (addì primo maggio san precario festa dei lavoratori mayday mayday eccetera) il sospetto si palesa come devastante realtà.
nina ha la febbre alta e pustole ovunque.
niente bàdda, niente atti: varicella zoster.

per ovviare alla sua delusione ho pensato di organizzare una festa. gli inglesi, gente concreta, la chiamano chicken pox party: quando un bambino si ammala invita tutti gli amichetti sani, li contagia in un'unica soluzione e non ci si pensa più.
il primo (e unico) della lista al momento è fabio.
nell’attesa della prima pustola paterna, comunque, raccolgo adesioni.
pensateci. potrebbe essere la vostra ultima occasione di avere una malattia esantematica. non lasciatevela sfuggire.
no jacket required.
ma se volete potete venire sui trampoli.

postato da: mem a 23:45 | link | commenti (6) |