zoobabele

it's useful being top banana in the shock department



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27/02/2004

zoobabele ninja turtle (ovvero il fascino dell’armatura)

alla fine è arrivata.
ieri sera, alla malpensa, accompagnata da tre gentili kendoka della nazionale coreana.
a nina fa ridere. a linda fa abbaiare. a fausto, ça va sans dire, fa paura.
fabio gongola come un bambino la notte di natale.
io oscillo tra turbamento (all’epoca la scena di sesso corazzato di excalibur aveva colpito mica male il mio immaginario erotico adolescente) e preoccupazione.
nel dubbio, medito frasi convincenti che lo facciano desistere dall’indossarla anche di notte.

naturalmente accetto suggerimenti.

postato da: mem a 22:16 | link | commenti (5) |

25/02/2004

teoria e prassi della porta chiusa

a zoobabele si fuma. dopo una flessione negativa in corrispondenza di gravidanza e allattamento, il numero di sigarette pro die è tornato a regime.
a zoobabele si fuma solo nello studio, grande stanza munita delle due postazioni pc di cui fabio e io siamo appendici e della cuccia a forma di vasca jacuzzi di linda.
fumare nello studio funziona così: stai lavorando, ti viene voglia di una sigaretta.
ti alzi dalla scrivania, chiudi la porta, apri la finestra sull’aria salubre di viale monza, ti risiedi alla scrivania, accendi e ricominci a lavorare.
fuori dallo studio però c’è linda.
linda detesta le porte chiuse. l’idea che ci sia un ostacolo tra la sua testa di boxer e la realtà le è intollerabile. linda si mette a raspare alla porta.
tu ti alzi dalla scrivania e apri la porta.
linda entra nello studio sbuffando e si dirige con aria torva alla cuccia jacuzzi.
tu richiudi la porta e ti risiedi al computer.
solo che la cuccia jacuzzi è posizionata sotto la finestra aperta, da dove esce il fumo ed entra il freddo. linda non sopporta il fumo. linda non sopporta il freddo. linda, diciamolo, non sopporta un sacco di cose. ti guarda con riprovazione dalla jacuzzi.
tu, sigaretta tra i denti, ti stacchi dalla tastiera a metà di una frase e chiudi la finestra.
linda continua a guardarti con riprovazione e finge di starnutire (sì, linda sa simulare gli starnuti).
tu spegni la sigaretta e ti rimetti a lavorare.
linda ciondola per un po’ nella stanza. annusa la stampante, cerca di aprire una cassettiera a zampate, si risbatte nella jacuzzi. sbuffa. si annoia.
si siede vicino alla porta.
ti guarda.
guaisce.
tu ti alzi di scatto e le apri in malomodo.
linda esce in corridoio emanando insoddisfazione.

in corridoio, proprio di fronte alla porta dello studio, c’è la cuccia a forma di materasso di fausto.
mentre richiudi la porta lui, acquattato sul suo giaciglio, ti guarda con occhi supplici. perché mi chiudi fuori? che cosa ti ho fatto? non mi vuoi più bene? lo sai che sono un cane abbandonato? ti ricordi che mi hai preso al canile?
così ti dice, fausto.

tu torni al computer lasciando la porta aperta.
fausto ti segue nello studio scodinzolando.
linda segue fausto.
nina segue linda, ti vede seduta davanti allo schermo e comincia a ripetere ossessivamente "mamma_pampa_mamma_pampa" (trad: "mamma_dai_vediamo_il_sito_della_pimpa_ora_subito").

in tutto ciò non ti spieghi:
uno - come facciate tu e fabio a fumare due pacchetti di camel al giorno;
due - come è possibile che riusciate a lavorare;
tre - perché non avete ancora fatto causa a francesco tullio altan per plagio di minore.

postato da: mem a 18:53 | link | commenti (4) |

20/02/2004

memento

l'ho visto ieri sera.
sui titoli di coda mi sono chiusa in bagno con un ago e una cartuccia di bic nera.
ne sono uscita con due tatuaggi.
avambraccio sinistro: non parlare di blog.
pancia: non postare in piena sindrome premestruale
ché si capisce l'esatto contrario di quello che volevi dire e poi ci resti male 
(quest'ultimo ha sforato anche sulla coscia destra).
poi sono andata a letto e ho dormito abbastanza bene.
stamattina comunque mi prudevano un po'. 
e alla luce del giorno, devo ammettere, 
la scelta di un carattere gotico si è rivelata decisamente eccessiva.

postato da: mem a 14:41 | link | commenti (3) |

19/02/2004

ceci n'est pas une polémique

io leggo parecchi blog. molti più di quelli che sembra dai miei link. li leggo di mattina presto, quando sono l’unico essere vivente sveglio della casa, bevendo il caffè e fumando la prima sigaretta. e facendo i miei giri antelucani mi è capitato spesso di imbattermi in un atteggiamento che mi irrita. una roba molto "giovani, disincantati e postmoderni". esattamente il genere di cose che mi innervosisce, insomma.
il fatto di leggere questa cosa sui blog, in realtà, non è indicativo. però forse è indicativo il fatto di leggerla su blog scritti da donne. e da donne che in genere mi piacciono.

la questione è la seguente: ma da dove nasce la convinzione che fare un figlio corrisponda a sistemarsi = mettere la testa a posto = trasformarsi in personcine ammodo = rinunciare ai propri guizzi esistenziali?
nessuno la scrive proprio così, ma il sottotesto, in sintesi, è: c’è chi si riproduce e pertanto imbocca la facile via della famigliola felice e chi invece sceglie l’indipendenza e la libertà godendosi fino in fondo i turbini e i frisson della vita.
quello che mi disturba, in tutto ciò, è che l’immagine del binomio mamma/figlio che rimbalza sui blog sia un’iconcina anni cinquanta che manco all’oratorio.
la mammina che parla estatica della pupù del suo amore.
la mammina che imbocca il bimbo vestita come doris day, gioiosamente ignara di quel che capita oltre la porta del suo nido.
la mammina che rinuncia alla propria vita per dedicarsi anima e corpo al bebè e a colui che l’ha provvidenzialmente ingravidata, consentendole di smetterla di preoccuparsi di sciocchezze tipo lavoro, progetti, desideri.
il problema, secondo me, è che in questo paese (forse anche in altri, non so, ma sicuramente in questo) la figura materna ha due sfighe in contemporanea.
da un lato è il beatificato angelo del focolare, pilastro della sacra istituzione della famiglia.
dall’altro è una che si deve arrangiare, e basta.
si deve arrangiare se è single. si deve arrangiare se non è single ma il compagno, marito o similia lavora fuori casa fino a sera. si deve arrangiare se vuole lei stessa lavorare, perché gli asili nido sono pochi e costano come l’inferno. si deve arrangiare se è free lance, perché non esiste un accidenti di legislazione che tuteli le madri non assunte (e anche quelle assunte, diciamolo, non è che se la passino bene). infine si deve arrangiare se un figlio non riesce ad averlo ma lo desidera (dato che grazie alla nostra solerte maggioranza ora non può più disporre neppure del proprio corpo) oppure se potrebbe averlo ma non lo vuole (nel qual caso sì, può magnanimamente disporre del proprio corpo, ma a prezzo di ansie e umiliazioni da non credersi. fatevelo raccontare, se come me avete un’amica che ha deciso di abortire).
ora, il senso di tutta questa tirata è che già siamo messe male. allora perché dobbiamo pure rinsaldare questo immaginario?
fare un figlio non è scegliere the easy way.
fare un figlio è fare un figlio. e ci sono mille modi per farlo.
che non comprendono necessariamente battesimi in pompa magna, cucine scavolini e vacanze a milano marittima.

postato da: mem a 16:32 | link | commenti (11) |

18/02/2004

eventi intercorsi

influenza. fine primo libro saga fantasy. ricaduta. lost in translation. delusione a tema casa al mare. james ellroy in metropolitana. notti insonni causa tosse nina. visita pediatra. perdita funzione sinaptica sinonimi/contrari. fischi dall'hard disk. accentuazione taglio punk. backup hard disk. lettura blog altrui. acquisto nuovo hard disk. sforamento fido.

(un giorno che sono più loquace scrivo un post su come viene percepita la maternità sui blog. ora no che non ce n'ho voglia. però poi lo scrivo. davvero.)

postato da: mem a 14:38 | link | commenti (2) |

05/02/2004

life's a riot

* è credibile che la protagonista della saga fantasy di cui sto facendo l'editing - io che odio il fantasy eccetera eccetera - non si trasformi in un pollo arrosto a causa di un'alitata di drago grazie a un mantello bagnato?
* come fare l'aerosol a nina senza che i vicini di casa pensino che la stiamo brutalizzando? (detto per inciso: la stiamo brutalizzando. dall'accensione della macchinetta in poi la scena si accende di tinte fosche. roba cruenta. ma è per il suo bene, dicono.)
* esiste una crema miracolosa che cancelli le doline carsiche che ho sotto gli occhi?
* is it wrong to wish on space hardware?
* come rimuovere il sedano di verona che ho in frigorifero da un mese una volta decomposto, ovvero tra circa... a occhio non più di ventiquattr'ore?
* dove trovare una casa in riva al mare, con giardino, in cui i cani siano ammessi, raggiungibile senza aereo e con affitto bloccato a una decina di anni fa?
* ma siamo proprio sicuri che a stromboli ci sia ancora pericolo?
* perché non vado a dormire?

postato da: mem a 01:34 | link | commenti (7) |

03/02/2004

the addiction(s)

camel. fluimucil 600. caffé. supradin. rinazina spray nasale. camel. guaranà nativo degli indios sateré mawé. camel. caffé. rinazina spray nasale. aulin. caffè. camel.

oggi ho chiesto alla mia farmacista se aveva un ricostituente "potente". giuro, ho detto proprio così.
credo di aver bisogno di una vacanza.

postato da: mem a 23:23 | link | commenti |