zoobabele

it's useful being top banana in the shock department



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30/09/2003

all together now

il caval di trottolino
va pianino va pianino
il caval di trottolone
va fortone va fortone

forza, su con quelle ginocchia, cercate di essere credibili.
e non vi lamentate: io lo faccio tutti i giorni più volte al giorno.
ecco, così, bravi.
once again!

il caval di trottolino
va pianino va pianino
il caval di trottolone
va fortone va fortone

(eccetera, ad lib.)










postato da: mem a 22:31 | link | commenti (3) |

27/09/2003

diffidare dei nonni - due

squillo di telefono.

inciso: chi (tra l’altro: chi?) avesse letto zoobabele dalla sua nascita a oggi (per cui poca roba) potrebbe essersi fatto l’idea che la nostra vita ruoti intorno a delle telefonate. lo so, sembra, ma non è così.

io non ho propriamente voglia di rispondere, però rispondo.
"ciao mamma"
"ciao. novità?"

secondo inciso: mia mamma abita in un’altra regione, vede il mare dal terrazzo e dopo una vita passata a cercare di insegnare l’italiano e la storia a degli adolescenti in balia dei propri ormoni ora si occupa – giustamente - di giardinaggio, decoupage, conserve, composte e liquori.

ora: mia mamma mi chiama tutti i giorni.
nei trentaquattro anni in cui sono stata sua figlia non lo aveva mai fatto. passare dal ruolo di genitori a quello di nonni, tuttavia, genera trasformazioni mostruose. e infatti mi chiama tutti i giorni e mi chiede se ci sono novità.
io lo so che il tempo milanese è contratto e quello ligure è dilatato, che io mi dibatto tra nina cani casa spesa bucati eccetera e che lei invece pianta primule e decoupa, ancorché freneticamente.
resta il fatto che in genere le mie novità, da un giorno all’altro, sono davvero molto limitate. per cui arrabatto una risposta: "mah… no, direi. tutto tranquillo…"
errore.
i nonni al telefono vanno investiti con narrazioni epiche sulle gesta della nipote. questo li manda in sollucchero, li distrae e si dimenticano di romperti le palle.
ma appunto: errore.
"senti, stavo pensando: le avete fissate le billy al muro?"
le billy sono librerie. mia mamma le chiama confidenzialmente per nome perché – sospetto io - sa a memoria i nomi di tutti i mobili ikea. le librerie in questione sono sei e se ne stanno nel nostro corridoio, oberate di libri e cd. il passatempo preferito di nina consiste nello svuotarle e nell’usarle come sostegno per i suoi caracollanti passi.
"no, mamma, non ancora."
secondo errore.
qui parte tutta una filippica sul fatto che è pericoloso e che anzi anche l’armadio della cucina va immediatamente inchiavardato alla parete e che pure gli sportelli sotto al lavandino, mica si possono lasciare così, a disposizione, che coi bambini è un attimo: aprono, bevono una litrata di ammoniaca profumata per pavimenti, poi gattonano fino alla più vicina libreria e se la tirano in testa. se sopravvivono, passano lesti all’armadio della cucina.
poco importa che si tratti di armadio della bisnonna in legno massiccio contenente tutti i piatti, i bicchieri, le tazze e le pentole della casa (ivi compreso un uok che da solo pesa quindici chili) e pertanto sufficientemente zavorrato al terreno.
no.
del resto si sa, coi bambini è un attimo.

terzo inciso: mia mamma, fino a circa dieci mesi fa, non è mai stata una persona ansiosa. mio fratello e io, inoltre, siamo stati cresciuti secondo regole che a sparta avrebbero ritenuto un tantino eccessive. ma tant’è.

al termine della maternale ho due possibilità: abbozzo o do in escandescenze.
di mio, ça va sans dire, propendo per la seconda, ma alla fine relativizzo, ironizzo, con abile mossa passo la cornetta a nina e sua nonnità si placa al suono dei borborigmi della mia (peraltro bellissima, non so se lo avevo ancora scritto) bimba.

un paio d’ore più tardi a dir tanto, mentre io - madre indegna e degenere - ero impegnata a fare la voyeuse di blog altrui, nina ha tentato di sfondarsi la capoccia con una billy.
dopo averla svuotata ben bene ci si è appesa ghignando di gioia con tutti i suoi nove chili.
la billy, come è nella sua natura, ha preso a oscillare.
fabio (cioè lui, cioè il papà di nina) ha sentito un rumore come di flamenco, ha sbirciato in corridoio ed è intervenuto tipo supereroe.

adesso possediamo un trapano e una serie di lunghissimi chiodi a espansione.

appunto per me: diffidare dei nonni. sovente, maledetti, hanno ragione.

postato da: mem a 23:36 | link | commenti (3) |

26/09/2003

zoobabele night entertainment

lunedì: il pianista di roman polanski
martedì: report
mercoledì: sweet sixteen di ken loach
giovedì: due puntate di the awful truth di michael moore

stasera si guarda l’isola dei famosi. ecchecazzo.

postato da: mem a 08:54 | link | commenti |

25/09/2003

peligro barça

4 e qualcosa PM
lui: mi chiedono se mi interessa andare a fare il senior translator a barcellona.
io: veramente? che bello!
lui: sì, devo fargli due prove di traduzione. ora intanto gli mando un curriculum.
7 e qualcosa PM
lui: mi chiedono quando sarei disposto a trasferirmi. che ne dici di gennaio?
io: (urlo interiore)

per circa 48 ore si è profilata l’ipotesi di andare a vivere a barcellona. le mie reazioni sono state le seguenti:
fase uno: l’attacco di panico
omioddio_un_altro_trasloco_una_città_nuova_una_lingua_diversa_
una_popolazione_senz’altro_ostile_nessun_punto_di_riferimento_
niente_radici_niente_amicizie_niente_di_niente_eccetera
fase due: la crisi depressiva
e tu lavorerai tutto il giorno perché è una roba nuova… e io resterò sola in una casa che non sentirò come casa mia… con i cani… e nina che dovrà ambientarsi… e non troverò mai un lavoro perché figurati, un lavoro in televisione senza parlare mezza parola di spagnolo… che poi, spagnolo, quelli parlano tutti catalano… e mi ridurrò a fare la casalinga… e forse impazzirò… anzi, sì, impazzirò senz’altro… e una sera tu tornerai a casa e io ti ucciderò con un osso di prosciutto… eccetera…
fase tre: l’autoflagellazione
sono un disastro. non mi va mai bene niente. prendo le cose solo per il verso sbagliato. stare a milano mi fa cagare. andare via da milano mi getta nel panico. e la liguria non va bene che è scomoda e poi ci sono i miei per cui non se ne parla. e la toscana non va bene che è piena di toscani. e il centroamerica come si fa che poi i miei si suicidano perché gli portiamo via la nipote e i tuoi li seguono a ruota tipo lemmings. sono una devastata, ecco cosa sono. dieci anni di analisi non sono serviti a niente. ma tu perché stai con me? chi te la fa fare? perché non mi lasci? io se fossi in te mi lascerei. eccetera.
fase quattro: il pianto liberatore
lacrime. eccetera.

ora: in tutto ciò c’è questo fatto che lui è un santo. e che sopporta pazientemente i miei attacchi di melodramma. e che mi ama (cosa di cui, naturalmente, non mi capacito). per questi e altri motivi alle quattro fasi succitate è seguita la fase cinque, detta anche "aspettiamo e vediamo cosa succede".
abbiamo aspettato e alla fine i soldi che gli offrivano erano troppo pochi.

peccato, però.
perché in fondo, quasi quasi, barcellona…
c’è anche il mare…

postato da: mem a 12:34 | link | commenti (5) |

24/09/2003

i grandi eventi culturali di zoobabele

oggi pomeriggio, nell'esclusiva sala di lettura rossa_rosa, memorabile incontro di wrestling letterario: barney panofsky vs. la pimpa.

indovinare chi ha vinto.

postato da: mem a 21:29 | link | commenti (1) |

23/09/2003

nina’s 5 7 last skills - age 10 months

alzarsi in piedi da sola.
riconoscere il panda il gatto la foca e la pantera sul sacro testo "il mio primo libro degli animali" (fabbri editore, milano, 2002 - II edizione).
svuotare i ripiani bassi delle libreria. tutti, con metodo.
dire mem, che poi sarei io.
dire papà, che poi sarebbe lui, però con la voce di linda blair in l’esorcista.
bere dalla ciotola di linda e fausto.
abbaiare.

postato da: mem a 10:34 | link | commenti (2) |

22/09/2003

diffidare dei nonni – uno

una mattina qualsiasi.
risveglio, allestimento generale (caffè lavacri vestizioni pipì canine eccetera), reperimento macchina, caricamento della famiglia. partenza. tangenziale ovest direzione milano laghi.

nel giro di una decina di minuti la situazione si presenta come segue:
bagagliaio - linda e fausto: capottati;
sedile posteriore - nina: dito in bocca e pizzichini sul mio braccio destro, tipici della fase pre-sonno;
sedile posteriore - io: braccio destro adagiato sul seggiolino della pupa e incredulità;
sedile anteriore - lui: è solo un rallentamento. dimmi che è solo un rallentamento.

non è un rallentamento.

tutti fermi. ma non tipo un po’ fermi un po’ si va un po’ si rallenta un po’ di nuovo fermi.
proprio fermi. venticinque minuti a motore spento.

dopo un’ora di tangenziale ovest io e lui abbiamo letto tutto ilmanifesto e cantato alcuni dei grandi successi di patty pravo. linda e fausto sono ancora capottati. nina dorme saldamente ancorata al suo pollice. in lontananza iniziamo a sentire il canto delle sirene dell’uscita milano certosa. non le sirene della polizia, intendo quelle di ulisse.

chiama tu.
no, dai, chiama tu.
vabbe’, chiamo io. però metti che tuo padre ha sentito ondaverde e sa cosa succede e magari mi dà delle indicazioni e io non le capisco perché non so la strada e mi confondo le tangenziali…

chiama lui.

ondaverde dice: tutto fermo.
io dico: certo, i tuoi ci restano male, però del resto sono quasi le undici. metti che nina si sveglia e ha fame e noi siamo ancora bloccati…
lui dice: i miei si attaccano. ora ce ne usciamo a milano certosa, portiamo i canazza a casa, diamo la pappa a nina e poi ce ne andiamo a mangiare le tortillas in quel posto nuovo in via bolzano. chiami tu per dirglielo?
no, ti prego, chiama tu.
dai, chiama tu.
oh, guarda! c’è una bimba sveglia! buongiorno salamandra della mamma…

chiama lui.

lasciandoci alla spalle una scia di cuori nonneschi spezzati usciamo trionfali dalla tangenziale.

poco dopo, uno squillo: ah, siete già usciti? peccato, perché la radio diceva che ci si inizia a muovere. ma va bene lo stesso, guarda. se voi andate al cimitero maggiore e prendete la statale del sempione, poi uscite a boffalora, girate a destra al secondo semaforo (…) eccetera eccetera.

appunto per me: diffidare dei nonni. i nonni sono infidi.

comunque poi abbiamo mangiato le tortillas.















postato da: mem a 15:24 | link | commenti |